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Visualizzazione dei post da giugno, 2023

Rimozione delle certezze limitanti: come uscire dalla zona di conforto

Le certezze sono pericolose. Quando di notte ti alzi per andare a bere un bicchiere d’acqua o per andare in bagno e, a luci spente, raggiungi la tua destinazione, senza accendere le luci, evitando ostacoli e passando i varchi delle porte. Tutto il tragitto si basa sulla certezza di conoscere alla perfezione i passi da compiere. Va tutto bene tranne quando una sedia è finita fuori dal suo posto. Le certezze ci rendono ciechi agli imprevisti. Le certezze possono costruire falsi limiti o barriere invalicabili. Queste vengono anche identificate come false credenze. I limiti e le barriere create dalle certezze e dalle false credenze definiscono una bella porzione della zona di conforto. Sono i limiti e le barriere più subdole, perché difficili da riconoscere e quindi da superare. Non è mica facile riconoscere una falsa certezza. Probabilmente è stata impiantata nella nostra mente in età infantile. Oppure ci è stata offerta come ancora di salvezza alla quali ci aggrappiamo in momenti di diff...

Costruire e distruggere ponti: la metafora del movimento della zona di conforto

 Un ponte è quella struttura che da dove sei ti porta in un altro posto. Ti permette di fare il passaggio in modo semplice. Ti permette, quando vuoi, ti tornare indietro. Un ponte può scavalcare un fiume, una strada, rendendo semplice qualcosa di difficile. I ponti possono essere temporanei oppure pensati per resistere all’uso e al tempo. Alcuni ponti sono molto stretti, permettendo il passaggio di una persona alla volta. Altri sono molto larghi, tanto da far passare treni e convogli. La cosa più difficile nella vita è decidere quali ponti attraversare e quali bruciare. La metafora del ponte descrive bene l’idea di movimento della zona di conforto. Decidere di costruire ed attraversare un ponte vuol dire decidere di voler espandere la propria zona di conforto. Costruire un ponte vuol dire lavorare attivamente per raggiungere uno scopo. Distruggere un ponte, invece, vuol dire decidere di contrarre la zona di conforto. Alcuni ponti, quelli più belli e utili, rimangono anche a benefic...

L’inerzia immaginaria della zona di conforto

Spostare il confine della propria zona di conforto richiede impegno, perché deve essere un atto volontario. Ma questo è stato già detto. Allo spostamento, la zona di conforto oppone sempre una resistenza che si può manifestare in forme diverse. Ad esempio, la resistenza si può manifestare nell’apparizione di situazioni scomode e dolorose. Più forte è la radicazione della zona di conforto e maggiore sarà la resistenza e il dolore. Imparare a riconoscere queste situazioni aiuta a realizzare che ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Attenzione che non sto tessendo le lodi dell’autolesionismo. Sto solo dicendo che se decidiamo di espandere o contrarre il raggio d’azione della nostra zona di conforto è naturale che si manifesti una resistenza. E che la resistenza si può manifestare come situazioni scomode o dolorose. E che queste aiutano a crescere, a patto che il movimento sia volontario e non subito. Molte di queste situazioni, per fortuna, esistono solo nella nostra mente. Imparare ...